Angolo SCUOLA


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L'oggetto più bello dell'angolo scuola è sicuramente un vecchio banco interamente in legno e proviene dalla frazione Rocca di Condove.

Tutti gli altri banchi della scuola sono stati bruciati, quello conservato nel museo è quindi l'unico sopravvissuto.

Di legno dipinto in azzurro, costituisce un blocco unico con il sedile a tre posti. La parte superiore del banco, inclinata, presenta delle scanalature per tenervi le penne e dei buchi per mettervi il contenitore dell'inchiostro per scrivere. Sotto al piano inclinato vi è un sottobanco per riporvi i libri scolastici, c'è inoltre un poggiapiedi nella parte inferiore del banco.

La penna usata sino agli anni 50-60 da tutti per scrivere è costituita da un cannello di forma conica, vuoto all'interno in cui è inserito un pennino, da immergere in un calamaio riempito d'inchiostro.

Nei tempi passati uno degli strumenti importanti per scrivere era il pennino, il quale era separato dalla penna (cannello) contrariamente a quanto accade oggi, con l'uso della penna stilografica.

Il pennino era d'acciaio, ma non inossidabile e se si bagnava si arrugginiva. Era composto da una parte appuntita la cui forma variava da pennino a pennino, suddivisa in due da un perno che s'inseriva nel cannello.

Per pulire il pennino si adoperava un nettapenne, ossia più ritagli di panni sovrapposti e cuciti insieme.

Ogni alunno si confezionava il proprio in base ai gusti e alle disponibilità della stoffa su cui non ci dovevano essere peluzzi altrimenti il pennino avrebbe scritto male.

La carta assorbente era indispensabile, perché, quando si voltava pagina dopo aver scritto, i quaderni si potevano macchiare ed essa era messa tra un foglio e l'altro.

Un altro oggetto indispensabile per gli scolari era il temperino; esso era molto diverso da quelli attuali: era in ferro, costituito da una lama appiattita e da "un'impugnatura".

Il portapenne era piccolo, di legno ed a forma di parallelepipedo; aveva il coperchio scorrevole e la base era rivestita da uno strato di cuoio.

Il suo interno è foderato con una stoffa blu scuro: gli scolari riponevano la penna, il temperino, e la gomma; quest'oggetto poteva contenere quindi non più di due matite ed era costituito da elementi naturali e di recupero, invece i portapenne d'oggi sono in materiali sintetici e veramente capaci.

In passato vi erano tantissimi tipi di calamai, alcuni molto belli ed originali come quel contenuto nel museo, che è interamente di vetro. Esso presenta un grosso buco centrale, che conteneva l'inchiostro, e accanto un buco più piccolo in cui si poteva intingere il pennino. I calamai più belli erano riservati ad insegnanti e a lavoratori d'ufficio.

Nella parte anteriore c'è una scanalatura dove si poneva la penna.

La base del calamaio non è liscia, ma presenta un motivo in rilievo per non farlo scivolare.

Sul banco ci sono due squadrette di legno sottili e anche un po’ rotte.

Nell'angolo c'è una campana simile a quella che era suonata dalle bidelle che passavano nei corridoi per segnalare l'inizio e la fine delle lezioni, l'intervallo o altri momenti importanti.

La lavagna appesa al muro apparteneva ad una scuola d'Avigliana; è simile alle attuali.

Appese al muro ci sono due fotografie incorniciate: una ritrae la classe I° elementare di Villardora del 1911-1912, con la maestra al centro.

Era una classe mista, i ragazzi erano numerosi e avevano i capelli corti o raccolti: i pidocchi erano un grave problema per tutti.

Inoltre gli alunni sono vestiti molto poveramente.

L'altra fotografia ritrae una colasse IIIa elementare femminile della scuola privata del Sacro Cuore di Buttigliera Alta anno 1923-1924.

Le alunne non sono numerose inoltre sono più eleganti e pulite.

I libri e i quaderni che sono nello scaffale del museo sono molti; uno dei più interessanti è un diario dell'epoca fascista probabilmente appartenuto ad un ragazzo della scuola superiore. I libri erano diversi degli attuali e molte letture avevano come argomento il lavoro dei campi.

Interessante è un dizionario della lingua italiana risalente all'epoca del fascismo.

Abbiamo alcune pagelle con valutazioni molto particolari: i numeri 1,2,3,4,…, in cui l'uno è la valutazione più alta.

Incorniciati e fissati al muro vi sono vari attestati (diplomi…), alcune vecchi banconote e dei volantini del cinema: uno dice: "Film  parlato in italiano al 100 per 100".